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Conclusioni

Il report presentato riassume i principali risultati della ricerca commissionata da ONBSI alla Fondazione per la Sussidiarietà e svolta in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Questo studio ha evidenziato due aspetti rilevanti: innanzitutto la disponibilità di un dato a livello nazionale, che ha consentito di poter svolgere il progetto basandosi su tutti i bilanci delle aziende pubbliche operanti sul territorio nazionale, attraverso un dato amministrativo regolarmente fornito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questa prima rilevanza risulta essenziale perché la disponibilità di dati pubblici di tipo amministrativo consente a priori di ipotizzare un sistema di monitoraggio nel tempo sull’andamento del fenomeno analizzato. Infatti, questo consente di superare la necessità di una survey da sottoporre agli ospedali, che comporterebbe, peraltro, il rischio di un dato approssimativo se non distorto e quindi un bias all’origine che potrebbe condurre a risultati inconsistenti.

Secondariamente, le analisi svolte hanno confermato le ipotesi di partenza, vale a dire come la spesa sanitaria per igiene e pulizie negli ospedali pubblici italiani, aggiustata per opportune caratteristiche degli ospedali stessi, sia in contrazione. Da questo punto di vista è ipotizzabile che l’avvento del Covid-19 nel 2020 abbia invece dato impulso a una maggiore spesa, resasi necessaria per garantire una sanificazione degli ambienti ospedalieri al fine di ridurre i rischi di contrarre la malattia sia per i degenti sia per il personale. Sarebbe quindi interessante un’analisi di confronto tra gli anni pre Covid-19 con gli anni 2020 e 2021 e osservare successivamente il 2022 e il 2023 per capire come un possibile effetto Covid-19 sia divenuto un fattore di stimolo per un rialzo degli investimenti ospedalieri in igiene e pulizie.

In ogni caso il dato più rilevante che emerge dalle nostre analisi è una scarsa correlazione tra le spese a bilancio dedicate all’igiene e alle pulizie e le caratteristiche ospedaliere direttamente collegabili a un maggiore rischio di ICA. Questo dato rimarca la necessità per le aziende ospedaliere di valutare quanto l’allocazione di risorse sia direttamente correlata al loro rischio intrinseco di incidenza delle ICA, non solo per il principale rischio che queste implicano per i pazienti, ma anche per una mera questione di opportunità legata alla perdita di risorse economiche che le ICA comportano.

Infine, un risultato rilevante riguarda anche l’analisi dei costi sociali. Abbiamo, infatti, osservato come le aziende ospedaliere che investono maggiormente in igiene e pulizie sono anche quelle che riducono l’incidenza sia della mortalità sia dell’eccesso di giornate di degenza. Questo conferma come le spese a bilancio per igiene e pulizie risultino al contempo un fattore che migliora l’efficacia e l’efficienza ospedaliera.